Dal 2 agosto 2026 diventano applicabili gli obblighi di trasparenza dell’articolo 50 dell’AI Act. Le regole interessano chatbot, sistemi generativi, deepfake e alcuni testi prodotti o modificati dall’intelligenza artificiale. Per aziende, editori, agenzie, sviluppatori e creator non basta dichiarare genericamente di “usare l’AI”: occorre capire chi è responsabile, quali contenuti rientrano nella norma e come informare il pubblico.
La commissione europea ha pubblicato il 10 giugno 2026 il Codice di buone pratiche sulla trasparenza dei contenuti generati dall’AI. Il codice è volontario, mentre gli obblighi dell’AI Act sono vincolanti. Al 25 giugno 2026 è ancora sottoposto alla valutazione di adeguatezza della Commissione e dell’AI Board e sarà affiancato da linee guida definitive. eve rispettare le regole sui contenuti generati dall’AI
L’articolo 50 distingue soprattutto tra fornitori e deployer, cioè soggetti che utilizzano un sistema AI sotto la propria autorità.
I fornitori di sistemi capaci di generare audio, immagini, video o testi sintetici devono rendere gli output riconoscibili come artificiali o manipolati. La marcatura deve essere leggibile dalle macchine e, per quanto tecnicamente possibile, efficace, interoperabile, robusta e affidabile.
I deployer (distributori di contenuti) hanno obblighi legati alla pubblicazione e all’interazione con il pubblico. Devono informare le persone quando dialogano con un sistema AI, salvo che ciò sia evidente nel contesto, e segnalare deepfake e determinati testi generati o manipolati. contenuti devono essere etichettati
Chatbot e assistenti virtuali
L’utente deve sapere di stare interagendo con un sistema AI. L’avviso deve essere chiaro e fornito al più tardi alla prima interazione. Nasconderlo nelle condizioni d’uso non è quindi coerente con lo scopo della norma.
Quando un sistema genera o manipola contenuti che rappresentano persone, oggetti, luoghi, entità o eventi esistenti e che potrebbero apparire autentici, il deployer deve dichiarare che il materiale è stato creato o modificato artificialmente.
Per opere evidentemente artistiche, creative, satiriche o di fantasia, la segnalazione può essere presentata senza compromettere la fruizione. L’esistenza del contenuto sintetico deve comunque essere comunicata. i su temi di interesse pubblico.
I testi generati o manipolati dall’AI e pubblicati per informare il pubblico su questioni di interesse pubblico devono essere dichiarati. L’obbligo non si applica quando il contenuto è sottoposto a revisione umana o controllo editoriale e una persona fisica o giuridica assume la responsabilità editoriale. nali, blog e redazioni è quindi opportuno definire un processo documentato, individuare il responsabile e verificare accuratezza, contesto e fonti.
Marcatura tecnica e avviso visibile non sono la stessa cosa
La marcatura leggibile dalle macchine riguarda principalmente i fornitori. Può basarsi su metadati, credenziali di provenienza o altre soluzioni che permettano di rilevare l’origine artificiale del contenuto.
L’etichetta destinata alle persone riguarda invece i casi in cui il deployer deve informare il pubblico. Il Codice europeo propone indicazioni su posizione, forma e accessibilità delle segnalazioni e offre anche icone facoltative. Una filigrana visibile non sostituisce automaticamente tutti gli adempimenti tecnici e organizzativi.
Le principali eccezioni
La marcatura tecnica non si applica, nella misura prevista dalla norma, ai sistemi che assistono modifiche standard o che non alterano sostanzialmente i dati o il loro significato.
Esistono inoltre eccezioni per determinati impieghi autorizzati dalla legge nelle attività di prevenzione, accertamento o perseguimento dei reati. La Commissione indica un periodo transitorio fino al 2 dicembre 2026. Le imprese dovrebbero comunque iniziare subito l’analisi, perché classificare sistemi, contenuti e responsabilità può richiedere interventi tecnici e contrattuali. list pratica per aziende, editori e creator
Prima della scadenza è utile:
- censire chatbot, generatori e strumenti di modifica AI;
- distinguere il ruolo di fornitore da quello di deployer;
- classificare deepfake, output sintetici e testi di interesse pubblico;
- verificare marcature, metadati e informazioni fornite dai vendor;
- predisporre etichette accessibili e formalizzare la revisione umana;
- conservare le decisioni e monitorare le linee guida definitive.
Aderire al Codice di buone pratiche può offrire un percorso più prevedibile per dimostrare la conformità, ma non elimina la necessità di valutare i propri processi.
Quali sono i rischi per chi non si adegua
La violazione degli obblighi dell’articolo 50 può comportare sanzioni amministrative fino a 15 milioni di euro o, per le imprese, fino al 3% del fatturato mondiale annuo dell’esercizio precedente, applicando il valore più elevato. Per PMI e startup è previsto il limite più favorevole tra importo e percentuale. Le autorità devono considerare gravità, durata, responsabilità e misure adottate. La conformità non dovrebbe quindi ridursi a un’etichetta aggiunta all’ultimo momento, ma diventare parte della governance dei contenuti.
Dal 2 agosto 2026, quindi, la trasparenza sui contenuti generati dall’AI diventa un requisito operativo. Le organizzazioni devono conoscere i sistemi utilizzati, distinguere marcatura tecnica e comunicazione al pubblico e documentare il controllo umano. Prepararsi ora riduce interventi frettolosi e rende più credibile l’uso dell’intelligenza artificiale.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative e non costituiscono consulenza professionale, tecnica, legale, finanziaria o di sicurezza informatica. Per decisioni specifiche, è consigliabile rivolgersi a un professionista qualificato. Contenuti generati con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale.
Tutte le immagini create con l’AI devono essere etichettate?
Non automaticamente in ogni circostanza. L’obbligo del deployer riguarda in particolare i contenuti che costituiscono deepfake; il fornitore ha invece obblighi di marcatura tecnica sugli output, salvo le eccezioni previste.
Un articolo scritto con l’aiuto dell’AI deve essere dichiarato?
La dichiarazione riguarda testi generati o manipolati dall’AI destinati a informare il pubblico su materie di interesse pubblico. Può non essere necessaria quando esistono revisione umana, controllo editoriale e una responsabilità editoriale identificabile.
Il Codice di buone pratiche è obbligatorio?
No. L’adesione è volontaria, ma gli obblighi dell’articolo 50 sono vincolanti. Il codice fornisce un quadro pratico per dimostrare la conformità.